30th
Il calcio è il sogno di un bambino
Così, vorrei che restasse, così come da bambino io e i miei scalcagnati compagni di gioco l’abbiamo vissuto, giorno dopo giorno, inverno dopo inverno, estate dopo estate, sui prati davanti a casa assediati dal cemento, con la clessidra del “dobbiamo farci una strada” che ribaltavamo con la nostra passione convinti che con quella solo avremmo tenuto in vita il nostro campetto.
Ora stanno per partire i Mondiali di Calcio, che si terranno in Sud Africa.
Il calcio, scandali a parte, è cambiato, sono cambiati i panorami in cui si muovono i bambini che giovano a calcio, ora vanno alla scuola calcio, hanno la maglia del club, giocano sul sintetico.
Noi no, magliette improvvisate, i blu contro i rossi (rossi, arancioni, amaranto… così insomma). Bei colori, patchwork di sani entusiasmi e di sogni, pali e traverse immaginari, splendidi gol in rovesciata al maracanà come al comunale nei sogni, odore d’erba, ginocchia sbucciate, sorrisi, amici, nebbia e compiti da fare, afa e una scuola lontana lontana.
Ecco il calcio nei sogni e nei colori, i poster ufficiali della FIFA - frutto della mano di artisti diversi - sono il trait d’union tra la sana passione i sogni e il fatto vero, il Mondiale.
Nella foto: “Bicycle Kick”, la sforbiciata, di William Kentridge (sudafricano del 1955).