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La bellezza femminile: è cambiata nel tempo?

Naturalmente sì. Sono cambiati i canoni estetici. Pensiamo ad esempio alla donna dell’epoca medievale. Il concetto dominante era quello di donna eterea, la donna angelo, incarnata sempre da figure religiose e mai estranee a questo contesto, perché l’avvenenza fisica era considerata appannaggio del Male. Il corpo era castigato da strati di abiti panneggiati, che nascondessero le forme.

Stereotipi quindi. Di cui siamo pieni anche oggi, specie nel mondo pubblicitario, dove della figura femminile è fatto ampio uso (es abuso). Recentemente, una campagna pubblicitaria (Dove Per la Bellezza Autentica) ha proposto un modello alternativo di presentazione della bellezza femminile: la bellezza autentica che si manifesta in forme, taglie, colori ed età diverse.
Il punto di partenza è la consapevolezza che il confronto forzato con stereotipi di bellezza irraggiungibili genera mancanza di autostima: diffondere l’ambizione di un corpo ideale impone il tentativo di raggiungere uno standard troppo alto, da qui i disagi psicologici che portano a problemi fisici e sociali.

Normalmente i mass media diffondono una immagine della donna che non è, il ritratto di una condizione reale, ma la rappresentazione simbolica di un modello che segue ideali e aspirazioni collettive, ma che risulta impossibile da raggiungere.