Un babbo in prova RSS

Fare meglio il mestiere del papà... è un mestiere!


Tutto il rugby in Rugble.com, il motore specializzato!

Condividi su Facebook

BlogRoll
artinitaly.it
minirugby.it
tacchidadiedatteri.blogspot.com
ricette20.it
citycool.it
professionepapa.it
parada.it
piuvocipiuforza.org
cisonostato.it
massimocarli.it

Contattami!


Archive

Ott
17th
Dom

permalink

Giovanni, il disoccupato milionario mantenuto dall’Inps, ovvero: Mafia e Stato, di chi è l’Italia?

Il boss mafioso palermitano Giovanni Trapani è milionario, ha un patrimonio di 3 milioni di euro e ha anche il sussidio di disoccupazione, in quanto a suo tempo licenziato… dalla sua stessa azienda. Nonostante il suo patrimonio, risultava nullatenente e percepiva dal 2009 circa 700 euro mensili. Più di quanto percepiscano certi “precari” che, in teoria, un lavoro ce l’hanno.
Il “signor Giovanni” aveva questi redditi, aveva… perché il 5 agosto scorso i Carabinieri lo hanno arrestato.

Incredibile vero? Sì, difficile spiegarlo ai miei ragazzi, infatti non lo farò, non ancora, anche se è un tema importante.

Dicevo… il “signor Giovanni” aveva un reddito da attività maturate in seno alla Mafia, un altro in seno allo Stato. Il signor Giovanni aveva due redditi sottostanti a due leggi diverse, pur insistenti sul medesimo territorio, l’Italia.

L’arresto è una ingerenza. Una ingerenza di una organizzazione, lo Stato, in un’altra, la Mafia.

Mafia e Stato sono due culture e due modelli organizzativi diversi che insistono grossomodo sullo stesso territorio e competono per l’amministrazione delle stesse risorse. Per un fraintendimento storico, lo Stato è ritenuto titolare di quelle risorse e sovrano e la Mafia sarebbe una organizzazione senza titolo. Quindi fuorilegge.

Ma penso che non sia così, per due ragioni.
La prima. La Mafia è una cultura diffusa e molto sfumata in tutto il Paese e travalica anche i confini nazionali, permea la società in molti suoi ambiti, in primis quello economico, nel quale è quasi endemica: nel nostro Paese il business è fortemente clientelare.

La seconda. Queste clientele in palese conflitto di interesse rispetto agli interessi della comunità non tessono la tela del sistema mafioso e basta ma governano in modo tutt’altro che occulto il paese, essendo rappresentate in Parlamento e nell’Esecutivo.

Se il concetto di “mafia” è così esteso, allora è quello di “stato” ad essere debole, e quindi è lo Stato, e non la Mafia, tra le due, l’organizzazione che tenta di emergere e conquistare il Paese.

Detto in altri termini, è la legalità che annaspa e cerca di conquistare l’egemonia in Italia