Un babbo in prova RSS

Fare meglio il mestiere del papà... è un mestiere!


Tutto il rugby in Rugble.com, il motore specializzato!

Condividi su Facebook

BlogRoll
artinitaly.it
minirugby.it
tacchidadiedatteri.blogspot.com
ricette20.it
citycool.it
professionepapa.it
parada.it
piuvocipiuforza.org
cisonostato.it
massimocarli.it

Contattami!


Archive

Set
16th
Gio

permalink

I figli dei senegalesi non sono italiani, come i padani insomma!

italiano o padanoA Roma c’è un assessore, tale Laura Marsilio, assessore alla Scuola per essere precisi, che pensa che i figli nati in Italia da immigrati non sono italiani; dice:
Anche se questi bambini sono nati in Italia è sbagliato considerarli non stranieri. Non è solo un fatto anagrafico, ma una questione culturale”. Lo ha detto mentre era in visita ad una classe di soli stranieri (per altro biasimando il fatto che la classe non fosse invece mista, va detto)
Il sindaco Gianni Alemanno ha preso subito le distanze, e la signora ha spiegato: “Ho utilizzato semplicemente le parole della normativa vigente nel nostro paese che non conferisce automaticamente la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia”.
L’assessore, insomma, è andato in quella scuola a spiegare ai bambini una questione di forma. Peccato che suoni come “non fatevi idee strane tanto non sarete italiani tanto presto”.
Dovrebbe sapere, invece, che l’integrazione è una questione di fatto e l’integrazione culturale inizia con la piena accettazione di chi accoglie. Al bar certe cose si posso spiegare così male, caro assessore, ma non quando sei nelle vesti di una istituzione.
Ha colto nel segno – a mio avviso - Jean-Leonard Touadi, parlamentare d’opposizione,  “I bambini nati in Italia sono stranieri solo per coloro che pervicacemente chiudono l’orizzonte a un inevitabile futuro di mescolanza che appartiene, tra l’altro, alla storia migliore di questa città aperta per vocazione al mondo”.

Ma non è la signora Laura Marsilio a fare il record, il peggio viene da alcuni suoi compagni di partito del Pdl Maurizio Politi, Daniele Rinaldi e Flavia Siviero, che a mente fredda hanno così dichiarato: “Il semplice fatto che un bambino sia nato in Italia non significa che possa essere considerato cittadino italiano, perché il problema non può essere esclusivamente il riconoscimento formale della cittadinanza, ma prioritaria deve essere sempre l’interiorizzazione dei valori e dei principi e che sono alla base della Costituzione e delle leggi, che inoltre subordinano l’acquisizione della cittadinanza nel nostro Paese, a un periodo di residenza continuativa e al compimento del diciottesimo anno di età, anche per chi è nato sul suolo italiano”.

Bravi! Per essere italiani bisogna sentirsi italiani dentro. Come si sentono italiani Bossi e compagnia bella intendete, cari alleati della secessionista e padana Lega, quella che ha preso a calci in culo i vostri concittadini italiani che a Venezia, durante la festa padana, avevano in mano il tricolore.
Chiaritevi le idee e levate l’attack dalle poltrone su sui siete seduti.

  1. postato da babbo