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Il piacere di non sprecare
L’adolescenza - dicono - è una gran brutta bestia per un genitore.
Momento di trasformazione repentina in cui i bambini diventano ragazzi e poi, forse, adulti.
Nella nostra cultura l’adolescenza è quella fase dell’esistenza in cui emerge la consapevolezza e il desiderio di poter essere libero, di poter e dover crescere, potendo scegliere essendo autonomi.
Ma lo possono diventare davvero autonomi, adulti liberi nelle scelte?
Benjamin Barber - politologo americano e professore all’Università del Maryland - sostiene che “il capitalismo moderno è la combinazione di questi due elementi: l’invenzione di bisogni e l’infantilizzazione della società adulta”.
Ovvero il modello consumistico affermatosi negli ultimi decenni punta proprio alla “infantilizzazione dell’adulto”.
“L’operazione in corso è a tenaglia: da una parte abbassare la soglia dell’età del consumo, dall’altra infantilizzare il mondo adulto”, anche indebolendo le figure parentali, per conquistare menti e anime dei bambini.
Cosa significa? Che il passaggio dall’infanzia all’adolescenza sta diventando puramente teorico. L’adolescenza è compressa da questo processo di infantilizzazione che crea adulti fasulli adattati al consumo, anzi, ricondizionati ad essere infanti, ovvero non autonomi veramente nelle scelte.
“Adolescenti e bambini diventano l’archetipo, il modello del consumatore ideale, perché sono impulsivi e non riflettono a lungo prima di comprare”. La frontiera dei consumi è stata abbassata verso fasce d’età più basse, in più “la beatitudine viene associata a restare anche in età adulta dei consumatori-bambini, egocentrici che dicono “io voglio” per sempre”.
I bambini e poi gli adolescenti vanno protetti da questo processo, perchè non diventino meri adulti infantilizzati. Non smettendo di consumare, ma educandoli a scegliere di consumare ciò che è essenzialmente utile, recuperando il tempo e le risorse dedicate ai consumi inutili per attività sane, eque, solidali.
Quanti giocattoli inutili si accumulano, quanti vestiti, negli armadi dei nostri figli, quanta merce viene gettata o accantonata senza essere stata davvero usata?
Eliminare questo consumo inutile è una scelta di fondo, culturale, etica.
Insegnamo ai ragazzi il piacere di non sprecare.