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Nov
1st
Sun

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Uomini? Mani sporche di m....

Lo ripeterò almeno 10 volte al giorno, spesso stancamente. ”Lavatevi le mani”. I bambini col tempo fanno propria questa abitudine igienica.

Lavarsi le mani quando si rientra a casa o dopo essere andati in bagno lo si impara da piccoli, ma recenti studi dimostrerebbero che questa sana abitudine (in tempi di influenza A poi…) la si perde col tempo.

Pensate a cosa toccate quotidianamente con le mani. E voi, care signore, sapete che gli uomini se le lavano poco?

Uno studio condotto in Gran Bretagna dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine e promosso dalla  Public-Private Partnership for Handwashing, fondazione che promuove l’abitudine di lavarsi le mani per cercare di arginare la diarrea, malattia banale, ma che provoca circa due milioni di morti, soprattutto bambini.

La ricerca è stata effettuata in Grann bretagna, esattamente su un ampio campione di di pendolari di cinque città: Newcastle, Liverpool, Birmingham, Londra-Euston e Cardiff). La ricerca cercava la presenza di batteri di origine fecale.

Siamo rimasti esterrefatti dal trovare così tanta gente che aveva bacilli fecali sulle proprie mani. I dati sono stati molto superiori quanto avevamo prefigurato e mostrano che in Gran Bretagna esiste veramente un grosso problema con il lavarsi le mani”, dice Val Curtis, che ha coordinato la ricerca.

In Gran Bretagna specie verso nord, le mani appaiono sporche: in media a Newcastle sono stati riscontrati colibacilli sulle mani del 44 per cento delle persone, contro il 13 per cento a Londra. Alta la percentuale di mani sporche anche a Liverpool (34%), mentre in una posizione intermedia si sono collocate Birmingham (23%) e Cardiff (24%).

E non solo, gli uomini sono più sporchi delle donne. Sì, pare che le donne siano più attente.

A Newcastle e Liverpool, gli uomini hanno le mani più sporche delle donne: rispettivamente il 53 e il 36 per cento contro il 30 e il 32) mentre i rapporti si invertono a Cardiff (il 29 per cento contro il 15), Birmingham (26% contro 21%) e anche nella pulita Euston (appena il 6% contro il 21%).

Insomma, dei bei maiali. E da noi come sarà? Tu quante volte al giorno ti lavi le mani?

Oct
31st
Sat

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Sei immagini originali per l’halloween spirit…

Oct
30th
Fri

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Bulli, figli di bulli

bambino alla moda? Sai, è stato un periodo complicato. Ho cambiato scuola a Giulia”.

Racconta la mia amica Silvia, di Vicenza. ”Perchè, cos’è successo?”, mi stupisco pensando al carattere solare e socievole della piccola Giulia, seconda elementare.

Una situazione complicata. Ma certe stronze che condizionano la vita di una classe peggio di una cupola mafiosa non le sopportavo più - spiega Silvia - . La direttrice didattica era in loro balìa. Così non ho avuto scelta, ho preferito tutelare la serenità di mia figlia”.

E snocciola il caso: scuola del centro storico di una provincia veneta, a due passi dal Duomo, dominata da una congrega di “mamme bene”. Fanno gruppo, anzi, “cupola”, costringendo i figli a comportarsi come loro, emarginando gli altri.

Prepotenti, aggressive come squali, convinte che l’approccio con scuola e maestre sia lo stesso che usano con le filippine di casa. Corrodono il clima scolastico, creano divisioni e zizzania, emarginano gli altri genitori, quelli che lavorano, non girano con il Suv e hanno un cervello. Ma soprattutto, con cattiveria, isolano e ingabbiano i bambini che non fanno parte della loro casta.

Il fenomeno lo conosco bene: avendo frequentato con mia figlia ormai quasi l’intero ciclo scolastico, dall’asilo nido, alle superiori, l’ho visto affiorare alla materna, svilupparsi alle elementari, esplodere con violenza alle medie.

E ho capito che il bullismo nasce dai genitori. Certi genitori.

Si annida nei palazzi-bene del centro, ramifica tra palestre alla moda, gli istituti d’estetica, le boutique e i lounge-bar. Mamme super-ricche, supergriffate, quasi sempre nullafacenti (al massimo riempiono qualche pomeriggio nell’azienda o studio del marito), prendono il caffè spettegolando per ore dopo avere accompagnato i bambini a scuola, si incontrano più tardi a pilates o acquagym, si rivedono per la cena o l’aperitivo. Nulla fanno di utile.

E quel tagliaecuci continuo che demolisce i fuori-casta,  viene assorbito dai bambini.

Fino a che per loro diventa  normale considerare il coetaneo “sfigato”, perchè così ne ha sentito parlare dai genitori, o “buzzurro”, “senza una casa di proprietà”, “falliti che non possono nemmeno permettersi un’auto decente”, figli di …” e svariati epiteti con cui certe signore-bene prive di neuroni definiscono altre famiglie, altri genitori. Provocano l’emulazione dei figli, che poi gli stessi epiteti li usano contro altri bambini, senza nemmeno capirne il significano.

Piccoli bulli, simulacri dei grandi bulli. Copia esatta dei genitori.

Crudeli e incosapevoli come le loro mamme che sgommano con i macchinoni davanti a scuola, caricano nidiate di bimbi, i compagnucci di merende della cupola, salvo lasciare lì, sul marciapiede, sola con il suo zaino stra-pesante, quell’unica bimba che non appartiene alla casta, che si vede chiuso in faccia lo sportello e dovrà prendere due autobus stipati per arrivare, sola, a casa.

Maestri e professori vedono e tacciono. Nell’indifferenza cresce l’emarginazione, prolifera il bullismo. Perchè poi ognuno dei “figli della cupola”, si sentirà più che legittimato ad insultare, schermire, torturare “gli altri”, “quelli che non contano niente”, “inferiori” e “solitari”.
Brava Silvia, hai fatto bene a cambiare scuola alla piccola Giulia. Con i genitori bulli non è possibile confrontarsi, a meno che non si parli dell’ultima borsa di Gucci o del ricevimento tal dei tali. Ci avevo provato anch’io, parecchi anni fa. Ho trovato muri invalicabili.

Sono genitori che rifiutano ogni consapevolezza. E perpetrano nei figli la stessa violenza, perfidia e pochezza che caratterizza la loro vita.

Mai che abbia trovato questi atteggiamenti nell’avvocata, la docente universitaria, il medico, l’impiegata, insomma nella donna che lavora, ha un bel cervello, riesce a fare la madre e anche a coltivare professione e passioni.

Madri che magari non hanno tempo per il pilates, girano in bicicletta, non si gonfiano le guance con il botulino e non sono interessate all’ultimo modello di Gucci. Di certo quando ci si chiacchiera insieme hanno un bel po’ di cose da dire, ma nessuna demolitiva verso altre mamme o altri bambini.

Sicuramente non crescono figli bulli.

Scritto da: Francesca Visentin (Blog “Donne 6 Uomini in Corriere del Veneto)