19th
Avversione
(Fonte: nevver)
Fare meglio il mestiere del papà... è un mestiere!
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La campagna 2010 del Ministero contro il fumo si rivolge ai giovanissimi con l’obiettivo di rendere i bambini consapevoli e capaci di scelte positive, per una vita in pieno benessere, libera da condizionamenti ingannevoli.
Testimonial della campagna 2010 è il noto attore Renato Pozzetto, interprete dello spot telefonico che sarà trasmesso a partire da metà novembre a metà dicembre sulle principali reti cinematografiche e radiofoniche
Incredibile! Cioè “non credibile”. Ovvero non realisticamente possibile.
Così mi appare oggi un mito mediatico della mia infnazia, Giochi Senza Frontiere, un divertimento puro, innocente, spettacolare, che mi ha entusiasmato e con me tutti i miei coetanei.
Cos’era Giochi Senza Frontiere?
Il gioco consisteva in una serie di prove che le nazioni dovevano affrontare per guadagnare punti. Nelle prove in cui le nazioni si sentivano più forti potevano giocare (in molte edizioni) il jolly, che faceva raddoppiare il punteggio totalizzato, mentre, a turno, saltavano una prova per giocare il fil rouge. Nel 1994 la squadra che non giocava “scommetteva” su un’altra, ottenendo così gli stessi suoi punti conteggiati ad esclusione del jolly (wikipedia)
Cosa entusiasmava milioni di telespetattori?
Era “il gioco”, alla dimensione ennesima, ovvero con scenografie maestose e meccaniche semplici ma non alla portata del gioco da cortile, quindi un sogno, eppure non taroccato da tecnologie e finzioni.
Era bizzarro, ironico, ridicolo. Perchè era competizione tra nazioni ma con la gente comune, presa “dalle piazze” delle cittadine, spesso misconosciute, di Grand Bretagna, Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Italia… accorciava le distanze tra popoli in maniera divertente. 65 milioni di spettatori a puntata.
Giochi Senza Frontiere (Jeux sans frontières, Games without borders), inaugurò - felice idea - nel ‘65 per proseguire, di estate in estate, fino all’82, nella prima versione, quella del mito. Andò oltre, fino agli anni 90, totalizzando 30 edizioni.
Miti nel mito: gli arbitri ufficiali svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. il Jolly, il Fil Rouge, e per la nostra Tv, i suoi commentatori, che si avvicendarono nel tempo, tra cui Claudio Lippi, Giulio Marchetti, Ettore Andenna, Rosanna Vaudetti…
E poi, udite udite, una trasmissione “sponsor free”.
Vi consiglio di guardare la trasmissione celebrativa dedicata dalla RAI ai giochi: La storia siamo noi: Giochi Senza Frontiere.
Oggi l’ho riproposta ai miei figli. “Bellissimo, fantastico!”. Increduli, che la tv possa peoporre qualcosa di cosi semplicemente vero, rispetto alle finzioni tediose della tv odierna.
Chiudiamo con la frase che tutti ricorderanno: «Attention…, trois, deux, un…fiiiiit»